mercoledì 12 maggio 2010

Frantoio "Azienda Agricola Cerrosughero" di Laura De Parri

Dobbiamo confessare di essere stati molto incuriositi di assaggiare l'olio dell'Azienda Cerosughero di Canino soprattutto per il fatto di vederlo sempre piazzato ai primi posti nei vari concorsi oleari sia a livello regionale che nazionale. E', in pratica, una costante da molti anni, e che ha trovato conferma anche nel 2010 dove il prodotto della campagna 2009 è arrivato primo nella Categoria DOP Canino, sezione fruttato medio, al concorso di Roma per i migliori olii del Lazio.
D'altra parte, i successi non vengono mai per caso. Infatti, le quasi 5.000 piante di ulivo dell'Azienda Cerrosughero si trovano in una posizione ideale come esposizione, come latitudine e come caratteristica del terreno (vulcanica); il frutto viene macinato nel frantoio aziendale entro 24 ore dalla raccolta che, peraltro, avviene con particolari modalità che evitano la contaminazione con il terreno e lo schiacciamento.
Con questa cura ed attenzione vengono prodotti l'Extravergine ed il D.O.P. Canino, due tipi di olio che non hanno presentato tra loro rilevanti differenze al gusto, ma dei quali abbiamo certamente apprezzato l'elevata qualità.
Le caratteristiche sono quelle tipiche del prodotto della zona: bassissima acidità, aroma fruttato, sapore molto presente, con note di amaro e retrogusto piccante.
Grandissimi i risultati ottenuti in cucina con l'ultilizzo a crudo, e non ci riferiamo solo alle bruschette, ma anche e soprattutto alle zuppe, alla pasta, ed alle verdure.
Il prezzo è in linea col mercato della zona, ma diviene convenientissimo se paragonato ai costi degli olii di questa qualità a livello nazionale.
I nostri complimenti, quindi, alla Signora De Parri.
L'Azienda Cerrosughero si trova appena fuori Canino nella omonima località, ma il punto vendita - peraltro molto carino - è nel centro del paese in Piazza Valentini, proprio davanti all'enorme albero che ombreggia il giardino centrale; qui, oltre agli olii suddetti, potrete trovare anche quelli aromatizzati al rosmarino, all'aglio ed al peperoncino.


aggiornamento dicembre 2011: il punto vendita in piazza non c'è più, per comprare l'olio bisogna raggiungere il frantoio in località Cerrosughero




Azienda Agricola Cerrosughero di Laura De Parri, punto vendita Piazza Valentini, Canino (VT), tel. 0761.438612


giovedì 29 aprile 2010

Ristorante "da Isolina"

Per chi ama la cucina tipica maremmana c’è un posto assolutamente da non perdere.
Bisogna recarsi molto vicino al confine con la Toscana e, precisamente, in località Roggi nel Comune di Canino, sulla strada che da Montalto di Castro porta a Ischia di Castro.
Superato di qualche chilometro il bivio che porta a Vulci, vi apparirà sulla sinistra un piccolo borgo con tanto di chiesa e l’insegna del ristorante “da Isolina”.
Si tratta di un classico ristorante di campagna, che non bada molto all’estetica preferendo dare lustro alla sostanza e, dobbiamo dire, ci riesce perfettamente.
La cucina di Isolina si caratterizza per la perfetta fusione fra la classicità delle pietanze e la genuinità della materia prima utilizzata; infatti, la bravissima brigata di signore in cucina lavora solo prodotti locali nel rispetto rigoroso delle ricette della tradizione maremmana.
Si parte con l’antipasto a base di crostini toscani in compagnia di salumi ed affettati, e con il particolare “trittico” di sottolii realizzato con le verdure dell’azienda e lo stupendo olio di Canino.
Chiedete, in particolare, di provare i pomodori secchi e sentirete che bontà.
tagliolini alle verdure fresche
I primi piatti sono numerosissimi ma sempre nel rispetto della tradizione e soprattutto della stagionalità: con pasta rigorosamente fatta a mano, si va dai cappellacci ai funghi porcini, ai ravioli con carciofi ed asparagi (in primavera), ai pici all’agliata, ai ravioli al ragù di capriolo, fino ai maltagliati all’anatra, ai pici alla polpa di oliva (da novembre a gennaio), alla zuppa di funghi o di ceci, alla minestra di riso e fagioli e tanti altri ancora.
Ci piace segnalare che da Isolina i funghi sono solo porcini, e ci sono tutto l’anno.
Tra i secondi, molto spazio è dedicato alla cacciagione (cinghiale in tutti i modi, capriolo in salmì) ma anche il maiale trova considerazione (stinco di maiale, maiale al forno con i porcini) fino al pollo ruspante al tegame. Non poteva mancare il “bujone” sia di cinghiale che di abbacchio.
Una menzione speciale merita la bistecca fiorentina che, oltre ad essere buonissima, viene servita nel modo più adatto (e, purtroppo, in genere poco diffuso) posizionata su di una pietra ollare preriscaldata, portata al tavolo con un carrello, e tagliata sotto i vostri occhi in modo che mentre se ne magia un pezzo nel piatto, il resto rimane caldo sulla pietra.
Speciali persino i contorni per via della qualità dei prodotti utilizzati; un semplice piatto di fagioli, la verdura dell’orto, i carciofi, accoppiati con l’olio di Canino diventano piatti da gourmet.
Il vino è quello della casa, ed è un peccato che non ci sia la carta dei vini (noi almeno non l'abbiamo vista).
Il conto è decisamente onesto e l’ospitalità cordiale e simpatica. Per noi un indiscutibile punto di riferimento della cucina tipica nella Tuscia.
Il locale è molto ampio, però nei giorni festivi è praticamente impossibile mangiare senza prenotazione.

Menu al tavolo con prezzi: no
Menu all'ingresso con prezzi: si

costata
aggiornamento di aprile 2011: due novità importanti, la prima è che ora il pane è fatto in casa con semola di grano duro, l'altra è che tra i secondi è comparsa la costata di maiale (per capirci, una sorta di fiorentina di maiale) davvero buonissima.

aggiornamento di ottobre 2011: rimosso l'unico punto debole; adesso da Isolina ci sono diversi vini buoni, tra cui abbiamo notato un Barolo di pregio, Brunello di Biondi Santi e persino il Tignanello. 


antipasto di salumi, formaggi e sottolii, e sulla destra
il Fichimori nel cestello del ghiaccio
aggiornamento di giugno 2012: ancora sorprese in una prospettiva di "avanzamento" specie nella cura della presentazione. Antipasto stupendo anche da guardare, impiattamento curato per ogni portata e lancio di vini particolari come il Fichimori di Antinori, un negroamaro leggero (12 gradi) che va bevuto a 8° come fosse un bianco, veramente interessante!















aggiornamento di settembre 2015: ricordate che nella prima recensione indicavamo il solo punto debole nella mancanza di vini di qualità? e ricordate che già nel 2011 davamo atto che erano comparsi finalmente vini di tutto rispetto? Bè, adesso guardate che pò pò di cantina hanno allestito!









Ristorante "da Isolina", località Roggi, Canino (VT), tel. 0761.437162



lunedì 19 aprile 2010

Caseificio "Azienda Agricola Monte Jugo"

Chissà perché in Italia i formaggi i capra non hanno lo stesso successo che, per esempio, sanno tributargli i francesi. Eppure il latte di capra è meno grasso di quello di mucca, ha caratteristiche che lo rendono il latte più simile a quello umano ed è adatto ad essere consumato a tutte le età senza problemi; il gusto, poi, è molto particolare ed intrigante, fresco ma allo stesso tempo vigoroso, mai banale.
Deve esserci un “blocco” mentale ad abituarsi ad un sapore così diverso dalla solita caciotta, visto che addirittura nei supermercati italiani quelli indicati come “formaggi caprini” sono fatti, in realtà, con latte vaccino.
Nella Tuscia c’è un posto dove potrete capire quali bontà si possono realizzare con il latte di capra, ed è l’Azienda Agricola Monte Jugo, situata a Viterbo lungo la Strada Commenda poco dopo il bivio sulla Cassia Nord.
L’Azienda, nota al livello nazionale per allevare capre di razza saanen, ha un piacevole punto vendita con tanto di veranda-gazebo in cui è possibile accomodarsi e, con pochi euro, farsi servire uno dei vari “menù degustazione” proposti, che prevedono, fra l’altro, anche l’intervento dell’ottimo olio aziendale.
Il formaggio di capra non si presta a lunghissime stagionature, per cui i prodotti sono freschi o mediamente stagionati; tra i primi compaiono lo yogurt (molto apprezzato), la ricotta (ottima) e le “colonne del bacucco” dalla classica forma cilindrica e dal sapore “molto” caprino. C’è poi un prodotto particolare, di dimensioni quasi “monodose”, chiamato cacioricotta e che, in effetti, è un incrocio tra la caciotta e la ricotta, con la consistenza della prima accoppiata col sapore della seconda.
Non manca, poi, lo spalmabile, venduto in barattolo, e le caciotte, compreso il Primo Sale, tutte molto gradevoli.
Passando ai prodotti che stagionano, troviamo quelli affinati in grotta, dal gusto deciso e “tipico”, particolarmente adatti allo “stacco” (per capirci, noi in Francia prendiamo formaggi di questo tipo dopo aver mangiato il noto “multipiano” di crostacei crudi, proprio per “staccare” e riequilibrare il gusto).
A proposito di “stacco”, assolutamente da non mancare è il Caprino Nobile, così chiamato per via del nome della muffa che lo ricopre. Ne esistono due versioni, la strong (colore grigio-viola) e la light (colore beige),  entrambe ottime (anche se la prima è più adatta ai veri appassionati di questo tipo di formaggi): provate a servirle dopo i secondi in un pranzo impegnativo e vedrete che successo!
Gentilezza e cordialità nel servizio, prezzi onesti. Ci sono proprio tutti gli ingredienti per un’altra piacevole tappa del gusto.


ULTIMORA DEL 25 MAGGIO 2014: il suddetto Carpino Nobile è arrivato primo in ben due categorie (miglior formaggio caprino stagionato e altri formaggi a latte crudo) nell'ambito del concorso promosso dall'azienda romana Mercati in collaborazione con le Camere di commercio di Roma e Viterbo ed Unioncamere Lazio.


Azienda Agricola Monte Jugo, Strada Martana Km. 2,200, Viterbo, tel. 0761.250610




giovedì 8 aprile 2010

Norcineria/Macelleria "Nardi"

Tra i luoghi del gusto nel Lazio di confine non poteva certo mancare un posto che è veramente “sul confine”.
Siamo a Pescia Romana, paesino che sorge proprio sulla linea di demarcazione tra Lazio e Toscana, ultimo avamposto della maremma laziale. Qui ha sede la macelleria/norcineria Nardi la cui attività risale addirittura alla fine dell’800! E’ in quel periodo, infatti, che il Sig. Nardi, originario di Norcia da famiglia di grande tradizione norcina, si trasferisce prima a Montalto di Castro e, successivamente, a Pescia Romana.
Con il tempo l’azienda ha ampliato la sua attività dalla norcineria all’allevamento e oggi ha assunto rilievo nazionale per la qualità dei propri prodotti e per essere l’unica azienda che alleva la “manzetta maremmana”; si tratta di un capo di razza maremmana pura, prevalentemente allevato allo stato brado, che viene macellato a 15 mesi e che si caratterizza per la carne tenerissima e saporita (noi la mangiamo tranquillamente “cruda” e macinata, con la sola aggiunta di un po’ di olio e sale) che oggi da più parti viene indicata come la vera antagonista della “chianina”; non a caso il famoso ristorante “da Caino” di Montemerano ha nel suo menù la “tartare” di manzetta maremmana.
D’altra parte, basta entrare nel punto vendita per rendersi conto di essere nella”boutique” della carne. Senza esagerazione, il bancone di esposizione sarà lungo non meno di 15 metri, e contiene ogni ben di dio: fettine e bistecche di diverso taglio tra cui spiccano, ovviamente, quelle di manzetta, e macelleria suina completa.
A proposito di manzetta, in estate abbiamo addirittura trovato delle bistecche già condite e pronte per il barbecue: basta solo posarle sulla griglia.
Anche il reparto norcineria fa paura: schiacciata di cinghiale, salsicce secche, di fegato e di cinghiale, prosciutto classico, pancetta, lonza, lardo di maremma, coppa, bresaola maremmana, prosciutto di cinghiale; c’è, poi, un prodotto eccezionale creato proprio dal Sig. Nardi di cui sopra, ed è la mortadella di manzetta, inserita tra i P.A.T. (Prodotti Agroalimentari Tradizionali Italiani) dal Ministero delle politiche agricole.
Terminato il bancone, si accede in una stanza con quattro pareti di confezioni di patè, sughi, ragù di cinghiale, etc., in gran parte realizzati dalla stessa macelleria.
Insomma, un caposaldo del gusto maremmano che vanta prodotti di pregio che non si trovano altrove.
Prezzi mediamente alti, ma, è noto, la qualità si paga.


Macelleria Nardi, Strada Provinciale Il Chiarone n. 3, Pescia Romana (VT), tel. 0766.830045

martedì 30 marzo 2010

Ristorante "Il Vecchio Mulino"

Un piccolo locale nel centro di Lubriano con soli sei tavoli all’interno ed uno sulla terrazza (con vista stratosferica su Civita di Bagnoregio!) dove però si cucina alla grande.

Vista la posizione, il menù non poteva che risentire delle influenze umbro-toscane ed infatti nell’antipasto sono fissi sia i crostini toscani che la pappa al pomodoro; la portata da non perdere è, secondo noi, proprio l’antipasto della casa, dove la bravura della chef Barbara si estrinseca in tanti piccoli assaggi veramente notevoli. Spiccano, oltre le specialità suddette, i salumi di ottima qualità, la quiche, i crostini al lardo ed al pomodoro e, soprattutto, la trippa in insalata (veramente eccezionale).
Detto dell’antipasto, che più o meno resta sempre lo stesso, i primi ed i secondi, invece, variano in continuazione riservando piacevoli ed inaspettata sorprese. L’ultima volta abbiamo provato gli strangozzi al rosmarino e lardo di Colonnata che hanno strappato l’applauso per la semplicità e, al tempo stesso, la genialità dell’idea (il lardo, con il calore della pasta, si è sciolto a mò di crema profumando il tutto insieme al rosmarino). Ottimi i giudizi anche per la ribollita, fatta secondo le regole toscane.
Tra i secondi, la carne la fa da padrona: bistecca fiorentina, brasato al barolo, tagliata, coniglio, stinco di maiale al forno, tutto molto buono.
Con un po’ di fortuna, se si capita in ottobre, si può trovare un menù a base di funghi porcini freschi serviti in tutti i modi (fritti con un po’ di pangrattato, crudi in insalata, in zuppa o sulla pasta, e trifolati).
I dolci sono buoni ma, secondo noi, un po’ al di sotto del livello delle altre portate.
Notevole la carta dei vini, realizzata nel modo che noi riteniamo più logico: prima i vini locali (e ne hanno di molto buoni, da Falesco a Trappolini, a Sergio Mottura) e poi quelli importanti nazionali, tutti scelti con perizia, passione e competenza.
Il conto, infine, è onestissimo.
Davvero un bel locale che, in definitiva, ha qualcosa da dire e che lascia addosso il virus del “qui ci ritorno”!
La vicinanza con l'Autostrada A1 fa muovere molti "haficionados" specie da Roma, per cui è meglio prenotare (d'estate per il tavolo in terrazza dovrete ingaggiare una vera battaglia di tempestività).

Menù al tavolo con prezzi: si



Ristorante "Il Vecchio Mulino", Via G. Marconi n. 25, Lubriano (VT), tel. 0761.780505



lunedì 22 marzo 2010

Frantoio "Gentilucci Papacchini"

La nostra visita a questo frantoio di Cellere è stata indimenticabile.
Era dicembre ed il frantoio era in piena attività; in attesa che ci “riempissero” le due bottiglie chieste (eravamo capitati proprio nel momento dell’imbottigliamento), ci hanno chiesto se volevamo una bruschetta e ci hanno fatto accomodare in un’abitazione limitrofa dove una signora gentilissima, messe a preparare le nostre bruschette nel camino, ci ha servito del vino di loro produzione e presentato i suoi parenti con i quali ci siamo accomodati intorno al tavolo. Dopo un po’, sono arrivate anche le bruschette e, soprattutto, una caraffa proveniente direttamente dalla spremitura in corso del frantoio (l’olio era di un colore verde vivo bellissimo ed il suo aroma si avvertiva addirittura a distanza) così che, tra vino e bruschetta, e con altri parenti che entravano per unirsi alla compagnia, il clima è diventato conviviale.
Alla fine siamo rimasti più di un’ora parlando del più e del meno come se ci conoscessimo da una vita; e pensare che eravamo entrati solo per comprare due bottiglie!
Il Frantoio Gentilucci&Papacchini si trova a Cellere a pochi passi dalla bellissima Chiesa di S. Egidio realizzata dal San Gallo con la non usuale pianta a croce greca.
Produce due tipi di olio: il DOP Canino e l’Extravergine, quest’ultimo in versione anche non filtrata, entrambi da cultivar “Caninese” e “Leccino”.
Con questi due prodotti dal 2005 ininterrottamente ha vinto ogni anno un premio dell’Unioncamere (1° nel 2009, 3° nel 2008, 1° nel 2007, 1° nel 2006, 2° nel 2005).
Noi abbiamo provato l’Extravergine nelle sue due versioni e lo abbiamo trovato ottimo; non particolarmente intenso e dalle note amare estremamente contenute, si è rilevato di buon equilibrio e con richiami netti al frutto fresco. Ha rilevato una notevole capacità di esaltazione degli alimenti ed una buona versatilità. Sicuramente uno dei migliori olii della Tuscia.


Frantoio Oleario "Gentilucci & Papacchini" s.n.c., Strada Gabella II Tronco, Cellere (VT), tel. 0761.451400






martedì 16 marzo 2010

Ristorante "La Cantina del Mago"

Altra tappa da non perdere nella Tuscia culinaria è, secondo noi, la Cantina del Mago di Latera.
Posizionata nel centro storico di questo graziosissimo paesino, anche se non facilissima da raggiungere tra i diversi vicoletti privi di indicazione (meglio chiedere in piazza il tragitto), la Cantina si presenta in perfetto stile medievale; campeggia all’interno addirittura una pittura a parete della Latera del 600 e tutto l’arredamento richiama l’epoca dei vassalli e valvassori.
Una volta scesa la caratteristica scala che conduce alla Cantina, sicuramente noterete lo chef  Riccardo Gerlini alle prese con la preparazione delle carni e la cura della brace. Infatti, una delle peculiarità del locale è la preparazione istantanea dei piatti di carne: per esempio, se chiederete i fegatelli, lo chef ve li preparerà a vista, porzionandoli, inserendoli nella rete con la guarnizione della foglia di alloro e cuocendoli a fuoco lento sulla brace, il tutto sul bancone nel mezzo del locale e, quindi, sotto i vostri occhi.
Il menù si apre con un ricco antipasto (in genere bruschette, affettati, torte rustiche, verdurine, anche se ultimamente abbiamo notato una certa banalizzazione), e prosegue poi con primi piatti, non tantissimi nella scelta, ma davvero accattivanti, gustosi ed originali: ci sono in particolare piaciuti i primi con le verze e le salsicce e quelli con il pomodoro ed il guanciale.
I secondi, come abbiamo detto, sono tutti sulla brace e di buona qualità. L’unico appunto che possiamo rivolgere al Mago è servire l’olio di supermercato al tavolo, cosa che, nella terra dell’olio di qualità, è sicuramente una nota stonata.
Da segnalare che, durante la festa della castagna che si tiene a Latera in ottobre (la castagna è il prodotto tipico del paese e sono famosi i “maroni” di Latera), il Mago prepara un menù tutto a base di castagne, tra cui spiccano i ravioli.
Il conto è onesto e l’accoglienza è davvero cordiale e simpatica, però il locale è piccolo e vi consigliamo di prenotare, specie nei week-end, perché i clienti affezionati sono molti.

Menù al tavolo con prezzi: si



Ristorante "La Cantina del Mago", Via F. Annibali n. 5/a, Latera (VT), 0761.459040


venerdì 12 marzo 2010

Norcineria/Macelleria "Azienda Agricola F.lli Stefanoni"

Tanto per dare subito l’idea, diciamo che i prodotti dell’Azienda Agricola F.lli Stefanoni negli ultimi anni hanno rappresentato la tipicità della Tuscia al Salone del Gusto di Torino.
Ma anche a Roma il notissimo Cafè Mercedes di Piazza S. Silvestro ricordo che organizzò una serata a tema con vino in abbinamento a salumi dell’Azienda Stefanoni.
E’ chiaro, quindi, che stiamo parlando di una eccellenza.
L’Azienda Stefanoni si trova a Viterbo sulla Via Cassia Nord n. 60 (praticamente – provenendo da Viterbo – occorre superare il bivio per Marta ed il semaforo all’altezza del Mercatone Uno per poi proseguire per circa un chilometro) e lavora carni suine di produzione propria.
Una volta aperta la porta di ingresso del punto vendita, abbiamo avvertito un indimenticabile e squisito aroma, mentre la vista ci è caduta su di una enorme parete completamente coperta di insaccati e prosciutti.
Più in basso, su di un lungo bancone quasi a ferro di cavallo, ci è apparsa tutta la produzione aziendale: si comincia, da destra, con i musetti (da utilizzare come le cotiche ma, secondo uno dei titolari, da provare anche sul barbecue) e con la porchetta di produzione propria, per proseguire con conigli e polli ruspanti fino a raggiungere i fegatelli (tra i migliori mai mangiati).
Al centro del bancone la zona della macelleria suina: bistecche di collo superlative (con quantità di grasso giusta per garantire tenerezza), salsicce classiche, piccanti, di fegato o al finocchietto selvatico, hamburger anch’essi dai molteplici sapori (e dalla forma originale a rettangolo), arrosti farciti da fare al forno, spiedini, e via così..
Poi, sulla sinistra, la zona salumi e prosciutti. Ce n’è per tutti i gusti: ciauscolo, salame piccante, corallina, frustine secche, salame punta di coltello, guanciale, lonza, prosciutto, lardo, salsiccette secche, pancetta, e, soprattutto, la mitica Susianella.
E qui bisogna fermarsi un attimo: la Susianella è un salame tipico di Viterbo, peraltro raro e non molto conosciuto, inserito tra i “Prodotti Tradizionali dell’Alto Lazio” e recentemente divenuto anche  “presidio” Slow Food. Ha una forma che ricorda una ciambella e viene realizzato con cuore, fegato, pancreas, pancetta, guanciale e altre rifilature derivanti dal maiale, il tutto condito con sale, pepe, peperoncino, finocchio selvatico e altre spezie.
E’ una vera delizia. Noi lo riteniamo il miglior salame mai mangiato (parliamo di quello comprato dagli Stefanoni), ma la cosa bella è che lo stesso giudizio hanno avuto gli amici cui l’abbiamo fatto assaggiare.
Ora non potete dire che non sapete dove trovarlo!
In definitiva, con l’Azienda Stefanoni siamo convinti di aver segnalato un sicuro punto di riferimento del gusto nella Tuscia, cui auguriamo ulteriori e numerosi successi.


Azienda Agricola "F.lli Stefanoni", Via Cassia Nord n. 60, Viterbo, tel. 0761.250425


lunedì 8 marzo 2010

Osteria "Piazzetta del Sole"



Sicuramente la Piazzetta del Sole di Farnese è un fiore all’occhiello della Tuscia e molti la conoscono, tant’è che è sempre difficile trovare posto senza prenotazione.


A noi è piaciuta perché cura non solo la sostanza dei piatti ma anche l’ambiente e la presentazione, staccandosi in questo dal concetto di mera trattoria rustica.
Il locale, infatti, pur non essendo grande, è arredato con alcuni pezzi anni ’60 dal sapore un po’ retrò (tipo il buffet dei liquori presenti nelle sale da pranzo di una volta) e da bei quadri di stampo moderno alle pareti che conferiscono nell’insieme un’atmosfera di charme.
Tornando alla sostanza, il menù offre sempre piatti diversi a base di prodotti del luogo, ma rivisitati con la mano di una moderna chef.  Impossibile elencarli perché variano in continuazione, ma si possono degustare i legumi della Tuscia, le zuppe, le carni del posto e, da non mancare, i dolci buonissimi e leggeri. Una volta abbbiamo trovato anche il baccalà, a dimostrazione che il menù spazia a 360°.
Una bella carta dei vini conferisce al locale l’elemento di completezza anche sotto l’aspetto del bere (non frequente nella Tuscia, purtroppo).
La passione che con cui si dedicano le due proprietarie (da noi viste personalmente fare la spesa alla ricerca solo delle cose genuine) si avverte in quello che si mangia e nell’atmosfera che si respira nel locale. Non a caso la clientela (in massima parte forestiera) è composta generalmente da persone che, almeno a noi, sono parse appassionate per la buona cucina quanto le proprietarie.
Il prezzo ci è sembrato adeguato alla qualità del posto e non ha lasciato retrogusti amari.
 
Menù al tavolo con prezzi: si



Osteria "Piazzetta del Sole", Via XX Settembre n. 129, Farnese (VT), tel. 0761.458606, miriam 3286907493 antonella 3338996520




giovedì 4 marzo 2010

Caseificio "Radicetti"

Se vi troverete un giorno a passare sulla S.S. Castrense che collega Canino a Valentano, potrete notare, grosso modo all’altezza del bivio per Cellere, un bel casaletto in tufo con l’insegna “Caseificio Radicetti – Vendita Diretta”.
Per gli appassionati di formaggio la fermata dovrebbe essere obbligatoria. E, aggiungiamo noi, sarà ampiamente ripagata.
L’Azienda Agricola Radicetti produce essenzialmente formaggi, e lo fa con una cura ed un’attenzione che non poteva che portare premi e riconoscimenti importanti (tra cui, nel 2006, addirittura quello di “miglior formaggio del Lazio” con il pecorino Cenerino).
Ma è tutta la gamma di prodotti a rivelarsi di altissima qualità.
Ci sono pecorini freschi, mediamente stagionati e stagionati come il Rosso di Maremma (per la cui produzione viene usato anche il pomodoro), oppure il Fiore di Rocca (premiato come il terzo miglior pecorino italiano nel 2007!) che può essere stagionato o solo mediamente stagionato.
Accanto ai classici, compaiono, però, anche pecorini diremmo quasi “creativi”, frutto della ricerca e della sperimentazione; noi un giorno, per esempio, abbiamo trovato e testato un formaggio chiamato semplicemente “vegetale” (morbido, molto cremoso, con un retrogusto erboso) che abbiamo giudicato buonissimo.
Ma lo stesso giudizio si è formato sul Ravaggiolo (formaggio fresco venduto in cestini simili a quelli della ricotta), e sulla ricotta, fantastica!
Sul Cenerino parlano i premi; si tratta di un formaggio stagionato sotto cenere (e lo si nota a vista).
Non mancano gli erborinati, anche se il nostro consiglio è di non farvi sfuggire il Primo Sale, da gustare così com’è oppure squagliato in padella (provare per credere).
Degna dalla fama dell’Azienda Radicetti è, infine, la mozzarella, che compare solo da maggio in poi ed ha una forma che ricorda molto quella di bufala.
Purtroppo questo magnifico posto rimane chiuso per tutto il mese di settembre perché la calura estiva non porta latte di qualità; e questo, però, a ben vedere, è un ulteriore segno della genuinità dei prodotti Radicetti. 



Caseificio Azienda Agricola Radicetti, S.S.312, Km. 23, Cellere (VT), tel. 0761.451787


  

martedì 2 marzo 2010

Frantoio "Gentili"

Il Frantoio Gentili si trova a Farnese in località Chiusa Le Sparme, qualche decina di metri prima del paese se si proviene da Valentano-Ischia di Castro.

Ha una variegata gamma di prodotti, in grado di soddisfare ogni gusto e richiesta.
Quello che ci è piaciuto di più e il Verdone, così chiamato per il suo marcato colore che denuncia la provenienza da sole olive verdi. A Farnese sembra si stia pensando di fare del Verdone una tipologia specifica di olio locale; quello di Gentili è comunque un Verdone di grande personalità con qualche nota piccante ed un retrogusto amaro, che si apprezza sia sulle bruschette sia, credetemi, sulla pasta!
Il frantoio produce anche un DOP Canino che presenta, sia pure con mino grado di intensità, le suddette note piccanti amare, mentre l’Extravergine ci è parso l’olio più equilibrato, adatto ad ogni necessità culinaria.
Ci ha piacevolmente sorpreso, infine, nonostante il costo, il prodotto “Le Sparme”, un olio molto delicato, ottenuto – sembra – non solo dalla spremitura ma anche tramite gocciolamento, che si è abbinato perfettamente con il pesce, cui ha donato, senza sopraffare, piacevoli note speziate.
Durante il periodo di raccolta delle olive, al Frantoio Gentili è possibile degustare gli olii con bruschette preparate lì per lì nel camino “aziendale”; chi avrà buon occhio, potrà notare sulle pareti le attestazioni dei premi conseguiti.


Frantoio Gentili, loc. Chiuse Le Sparme, Farnese, tel. 0761.364343



domenica 28 febbraio 2010

Locanda "La Voltarella"

Locale tipico situato nel centro storico di Valentano, a due passi dalla rocca Farnese. Lo abbiamo trovato accogliente e rustico, proprio come una locanda d’altri tempi.



Il menù si caratterizza per una cucina di confine e “povera”; ecco, quindi, i crostini e l’acquacotta a ricordare che a pochi chilometri c’è la Toscana, ma anche la polenta (d’inverno), le pappardelle al cinghiale, la zuppa di funghi. Uno dei pochi locali, ma forse è l’unico, dove è possibile mangiare il primo piatto più tipico di Valentano e, cioè, le “bighe al tonno”; in pratica si tratta di “pici” serviti con un sugo di pomodoro e tonno, veramente molto buoni. Lo so che può apparire strano che il piatto tipico di un paese di collina - che si affaccia oltre tutto sul lago - sia un primo a base di pesce di mare, ma tant’è!
Tra i secondi, oltre al classico abbacchio ed alle bistecche, spicca il “bujone di agnello”; un mio amico, appena ebbe finito di mangiarlo con gran gusto, disse “caspita, un goulach maremmano!”.
Ed in effetti ricorda molto il piatto ungherese. Viene preparato con pezzi di agnello lasciati a cuocere nel sugo per almeno tre ore, il che contribuisce a stemperare il sapore forte dell’agnello ed a rendere più tenera la carne. Il risultato è un piatto semplice e al contempo sorprendente: un must della Voltarella.
Sempre tra i piatti tipici, abbiamo provato il “coregone in guazzetto” che nulla ha a che vedere con la nota ricetta di pesce a base di pomodoro; qui il coregone, pesce tipico del lago di Bolsena (anche se non autoctono), viene servito praticamente in bianco previa cottura al forno.
Altra “chicca” è alla chiusura del pasto: i tozzetti con il vino. Ma non quelli duri, ripieni di mandorle, da intingere nel Vin Santo, che tutti conosciamo. Alla Voltarella i tozzetti sono teneri, ripieni di pezzi di cioccolato, e vanno immersi nel comune vino rosso. Una vera delizia.
Infine, vorrei un attimo tornare indietro per descrivervi l’antipasto della casa: crostini, prosciutto, salame, ceci del Solco Dritto con polpa di granchio, nervetti conditi, alici marinate, melanzane gratinate, zuppa di fagioli (oppure polenta ripassata con pepe nero).
Va detto che il menù è praticamente immutabile; salvo modeste variazioni stagionali, troverete sempre le stesse pietanze; il che può essere un limite, oppure una garanzia che dà certezze e mette al riparo da sorprese.
Il conto regala l’ultima sopresa: imbattibile rapporto q/p (in media, con il vino della casa e caffè, si spende tra 15 ed i 20 euro a testa), e questo spiega il successo del locale, affollato non solo dai turisti ma anche dagli abitanti del luogo e dei paesi limitrofi. Ergo, consigliabile la prenotazione.
  
Menù al tavolo con prezzi: si


Locanda “La Voltarella”, Via Solferino n. 25, Valentano (VT) – tel. 0761.422197