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martedì 29 ottobre 2019

Caseificio "Piccola Formaggeria Artigiana"


E' sempre un piacere girare Viterbo ed essere colpiti da tanta bellezza, ma può accadere di fare anche piccole grandi scoperte.
Quella che stavolta vogliamo raccontare è “La piccola formaggeria artigiana” di Marco Borgognoni, un caseificio aperto da novembre 2018 proprio dentro la città, dove il latte, rigorosamente della Tuscia, viene trasformato con passione in formaggi eccellenti.
Dietro ogni impresa c’è sempre una storia, un percorso come quello di Marco che dopo anni di lavoro in un caseificio ha deciso di mettere a frutto tanta esperienza e di unirla con lo smisurato amore per il mondo dei formaggi di alta qualità. 
Ed i risultati si vedono, eccome!


La particolarità di Marco è che lui produce formaggi a pasta molle con latte ovino, senza contaminazioni chimiche, anzi l’unica contaminazione è con la scuola casearia del nord Italia e della Francia.

Questo spiega perché il Borgognone, che è il prodotto di punta, si collochi a metà strada tra un Roquefort ed un Gorgonzola, con la particolarità, però, a nostro avviso davvero eccezionale, che al naso ed al gusto non si avverte alcuna nota ammoniacale. Una vera delizia. 
Così come il Crosta Bianca ricorda il Camembert con la significativa erborinatura.



Ma a livelli di vera eccellenza si pongono anche le due tome di pecora (una ispirata al tipo piemontese, l'altra a quella lombarda), la triplice versione del Pecorino dell'Arcionello (caciotta, piccante o dolce-morbido), la ricotta, il primo sale e lo yogurt, fino all'indimenticabile Stracchinato dei Papi.



Viterbo, dunque, è ora più ricca, e aggiunge alle sue bellezze un nuovo motivo per venire a visitarla. 






Piccola Formaggeria Artigiana, Via Belluno snc (accanto alla rotatoria), Viterbo, tel. 3280063238







lunedì 1 maggio 2017

Trattoria "La Felicetta"

Chi è stato bambino negli anni ’60, come chi scrive, ricorderà senz’altro come erano a quei tempi le trattorie: all’interno arredate in modo spartano, sedie di legno e paglia, bottiglie di vino posate qua e là sui mobili e tanto buon profumo dalla cucina; all’esterno, invece, c’era quasi sempre un pergolato con sotto i tavoli con le tovaglie a quadri dove era un piacere mangiare nella bella stagione; il menù, infine, era rigorosamente classico.

Ecco, se volete ritrovare una vera trattoria di quegli anni dovete andare a Viterbo nei pressi delle terme e provare La Felicetta, trattoria tipica che tenacemente ha mantenuto tutte le caratteristiche di un tempo.



E ne fa giustamente un vanto!
All’ospite, infatti, viene subito chiarito che il locale è di famiglia e dal 1967 è gestito come trattoria, ma che addirittura l’inizio dell’attività familiare va fatto risalire al 1920 quando La Felicetta iniziò come osteria di campagna.

Il menù regala il fascino dei piatti di una volta, ma non disdegna sorprese perché propone anche qualche piatto “moderno”.

Così, tra gli antipasti, accanto ai classici di salumi, formaggi e bruschette o fiori di zucca fritti, ecco che saltano fuori lo strudel di verdure, la treccia ripiena di crudo pomodori e zucchine, e la caprese del mitico caseificio Cioffi (vedi nostra recensione)!

Interessante la proposta dei primi, che vengono distinti tra primi “normali” e le paste “fatte in casa” dal cui elenco si può scegliere liberamente l’accoppiamento con il condimento più gradito; via, quindi, alla fantasia creativa con pappardelle, fettuccine, agnolotti (il sabato), gnocchi (il giovedì), etc., da fare alla carbonara, all’amatriciana, al cacio e pepe, al ragù, ai funghi porcini, e via così.

fettuccine al ragù

agnolotti ai funghi porcini




















Classicità nei secondi (tagliate in vari modi, spettacolare pollo alla brace, trippa, coniglio), ma anche qui qualche sorpresa come il carpaccio di carne oppure la tagliata con nocciole della Tuscia e taleggio.

carpaccio

pollo alla brace






I dolci sono fatti in casa e meritano certamente un assaggio, in particolare la crema catalana flambè, ottima e genuina.



Ogni pietanza è ottima, ma non va dimenticato che ci sono anche le pizze, per gli appassionati.


Grazie alla Felicetta, che è riuscita a fermare il tempo custodendo, con bravura, i tesori del mangiare di una volta.

Menù al tavolo con prezzi: si




Trattoria "La Felicetta", Strada Terme n. 5, Viterbo, tel. 0761.250420






martedì 21 marzo 2017

Hostaria Lo Spito

Anni fa, mentre la crisi economica la faceva da padrona, segnalammo qualche opportunità per far fronte alla spending review familiare, indicando posti in cui si poteva mangiare bene spendendo cifre più vicine all’epoca della lira che a quella dell’euro.

Da quei tempi la crisi non ha mollato la presa, anzi forse l’ha accentuata, per cui riteniamo ancora utile proseguire in questo tipo di indicazioni.

E questa volta la nostra scelta è l’Hostaria Lo Spito di Viterbo, un piccolo locale nel centro cittadino che si caratterizza per una buona qualità delle proposte a prezzi veramente di altri tempi.

Inutile dire che questo binomio ha già garantito un notevole successo al locale, in vetta alle classifiche di gradimento dei viterbesi.


Come è ormai prassi per questo tipo di locali, a pranzo si mangia con menù fisso e scelta limitata ad un paio di proposte per pietanza; però la particolarità de Lo Spito è che queste proposte variano di giorno in giorno (invogliando, quindi, a tornare) e costano appena 10 euro! Più precisamente, per questa cifra si mangia un primo, un secondo con contorno, acqua, un calice di vino e caffè; con 2 euro in più ci scappa pure il dolce. 

Ed a differenza di altri casi, qui i primi sono espressi e più che accattivanti per una semplice pausa pranzo (ad es.: fusilli ai quattro formaggi, spaghetti pomodoro e basilico oppure alla puttanesca, penne alle melanzane), ma anche i secondi si fanno notare (entrecote alla griglia, fesa di tacchino, fettina al radicchio, coscia di pollo con patate, e così via a variare continuamente). Insomma, piatti normali ma gustosi.


La sera, invece, entra in gioco il menù completo alla carta che, sempre a prezzi contenuti, regala piacevoli sorprese: è il caso, tra gli antipasti, del carpaccio affumicato e porcini, oppure delle bruschette alla cacciagione; tra i primi, oltre ai classici lombrichelli all’amatriciana od ai paccheri cacio e pepe, interessanti gli gnocchetti di patate con zucchine, tartufo e granella di pistacchio e soprattutto gli originali pizzoccheri con cime di rapa, guanciale e fusa di pecorino.

Per i secondi la brace la fa da padrona: nove tipi di tagliata (tra cui spicca quella al lardo e riduzione di vino rosso), ma anche fiorentina e costata, sette proposte di filetti e persino il galletto amburghese.

Degna di menzione, poi, la sezione dedicata a quel prodotto semplice ma eccezionale che è l’uovo, con omelette oppure occhio di bue in varie tipologie compreso il matrimonio perfetto con il tartufo.

Dolci classici ma anche qualche spunto innovativo (semifreddo alla Nutella oppure mousse di ricotta e cannella con biscotto al miele), e gran chiusura con il conto che dona l’ultima piacevolezza.

Menù al tavolo con prezzi: si




Hostaria Lo Spito, Via San Leonardo n. 63, Viterbo, tel. 0761.227257








giovedì 15 dicembre 2016

La Tartuferia

Questa volta una indicazione particolarmente utile proprio ora che siamo sotto Natale. Alla Tartuferia di Viterbo, infatti, oltre a poter soddisfare il proprio gusto con tante cose pregiate, c’è la possibilità di farsi venire anche l’idea per un bel regalo natalizio.

Ovviamente il nome tradisce quale è il prodotto che caratterizza il locale: il tartufo! E qui lo troviamo nei vari tipi a seconda della stagione e, lo diciamo subito, c’è anche il pregiatissimo tartufo bianco!  





Inoltre lo si può trovare fresco, oppure, come nel caso del tartufo estivo, custodito in una ampollina che consente di conservarlo anche più di un anno (salvo mangiarlo rapidamente dopo l’apertura).

Chi ama il tartufo gradisce anche i funghi, ed è per questo che alla Tartuferia si possono trovare ottimi funghi – specie porcini, ma non solo - tutti rigorosamente locali, e anche questi freschi o essiccati. E sempre a base di tartufo, olii e creme molto particolari (come quelle al parmigiano reggiano e tartufo bianco, al pecorino romano e tartufo nero, e persino la crema di nocciole al tartufo) nonché formaggi con scaglie di tartufo bianco o nero. 


A completare questo quadro di golosità, non potevano mancare diversi tipi di miele, anche in crema di nocciole, e soprattutto i salumi in tipologie molto rare ed accattivanti: di cervo, di oca, di capriolo e di cinghiale, oppure lo speck di anatra.





E poi birre rigorosamente artigianali, vini e spumanti tra i migliori della produzione della Tuscia, olii extravergine, confetture molto particolari ed addirittura l’angolo delle specialità di pesce (bottarga, alici, tonno, etc.).
Insomma, avete capito che c’è da far girare la testa.


Da segnalare che in questo periodo c’è la possibilità di farsi preparare pacchi regalo che il destinatario, specie se intenditore ed amante del gusto, saprà certamente apprezzare.








La Tartuferia, Via Cavour n. 42/44, Viterbo, cell. 3282638818


mercoledì 20 luglio 2016

Agriturismo "Il Marrugio"

Quando si parla de “Il Marrugio” non si parla solo di un agriturismo dove soggiornare in campagna magari rinfrescati da un tuffo in piscina, ma anche di un’azienda agricola dove si coltiva, si alleva e si produce; e soprattutto, dobbiamo sottolinearlo, di un ristorante dove si assapora il gusto genuino delle eccellenze a Km 0. 

Si trova nella campagna di Viterbo all’altezza dell’uscita dalla superstrada verso Tuscania, quindi anche ottima base di partenza per visitare la Tuscia.

Ad accoglierci la gentile signora Iole, che ci ha fatto accomodare in una bella e luminosa sala chiarendo subito che i piatti del menu vengono preparati al momento della comanda e che si utilizzano per lo più prodotti dell’azienda, certificata biologica, in base naturalmente alla stagionalità.

L’azienda agricola  produce vini (tra cui segnaliamo come veramente ottimo il rosso bio “Borgo della Commenda” ma è quasi pronto anche il nuovo Syrah), olio extra vergine, nocciole e prodotti dell’orto, insaccati provenienti da suini soprattutto di cinta senese e dal “Porcocignale” (una specie derivante dal “matrimonio proibito” tra maiale e cinghiale citata nelle cronache del 1573 al tempo dei Farnese) di cui il Marrugio è l’unico allevamento a livello nazionale.




 Anche le carni sono di produzione propria o provengono da allevamenti limitrofi come per la chianina proposta nel menù.




Per cominciare  vi consigliamo senza dubbio di provare un bellissimo antipasto misto con i salumi artigianali dell’azienda, bruschette e formaggi.

Tra i primi piatti le immancabili fettuccine, rigorosamente fatte in casa, condite con i funghi, i tagliolini al tartufo, gli spaghetti al ragù di chianina, i bucatini all’amatriciana viterbese ma anche il risotto con asparagi e zafferano o le zuppe di legumi, o i girasoli ricotta e spinaci con pesto di mandorle. 

fettuccine paglia e fieno con funghi
spaghetti al ragù di chianina






















Per i secondi proposte classiche esaltate naturalmente dall’alta qualità delle carni: pollo alla cacciatora, straccetti di chianina bio con rucola e grana, braciola di maiale alla griglia, tagliate  con pomodorini o con il lardo o con riduzione di aceto balsamico, coniglio in casseruola, polpettosa scaloppata, e così via. Tutto di livello eccellente perché la signora Iole è proprio brava e la qualità degli ingredienti decisamente al top.



tagliata al lardo

Tanto per sottolineare il valore dell’azienda, va detto che il Marrugio recentemente è stato individuato come azienda modello per l’alto livello dei suoi prodotti nell’ambito di un progetto di scambi commerciali nel settore agroalimentare tra l’Italia e il Tajikistan per esportare le eccellenze enogastronomiche made in Italy.

E visto che abbiamo la fortuna di avere a portata di mano le bontà del Marrugio senza dover andare in Tajikistan, vi consigliamo senz’altro di approfittarne!


Menù al tavolo con prezzi: si



Agriturismo "Il Marrugio", Strada Borgherolo n. 4, Località Carrozza, Viterbo, tel. 0761.263767 - 3737510399







mercoledì 10 febbraio 2016

Osteria "Al Vecchio Orologio"

“La Tuscia nel piatto”, il motto dell’osteria “Al Vecchio Orologio” di Viterbo, in due parole dice tutto e non ci sarebbe da aggiungere altro, essendo chiara la filosofia abbracciata dal locale.

Anzi, per la verità ci sarebbe da ampliare il motto in “La Tuscia nel piatto e nel bicchiere”, visto che in questa osteria, sia pura in una ampia proposte di etichette, una delle note più caratterizzanti è il riferimento ai vini della cantina Pacchiarotti di Grotte di Castro, in grado di sorprendere sia per la qualità del prodotto sia per il vitigno utilizzato – l’Aleatico – da cui non ci si aspetterebbe mai di poter ricevere un rosso secco o, udite udite, un equilibratissimo bianco.

La scelta di vini locali è perfettamente in linea con lo spirito seguito anche per le pietanze: eccellenze del luogo ed esaltazione delle ricette tipiche, con qualche deviazione su piatti creativi e contemporanei.



E’ garantito, quindi, il viaggio culinario nel tradizione viterbese (susianella e salumi vari negli antipasti, pizza fritta, acquacotta, pizzicotti con funghi e salsiccia, fettuccine al ragù di coniglio leprino)

carbonara di coregone affumicato



con richiamo anche al lago di Bolsena grazie alla carbonara di coregone affumicato, originale e buonissima.




E poi le nocciole dei Monti Cimini nei ravioletti di borragine, o le castagne dello gnoccone con speck e radicchio.

coniglio leprino ripieno
Tradizione e km0 anche nei secondi, con l’insuperabile coniglio leprino ripieno alle castagne, il cosciotto di pollo o la porchetta alla viterbese, le costolette di agnello glassate al balsamico, e così via in un trionfo di sapori genuini e di storia locale.


E i richiami al territorio arrivano anche con la carta dei dolci che spesso ruotano intorno al già citato Aleatico come per il fresco sorbetto, o ai Monti Cimini con i lamponi per la buonissima bavarese ed i marroni con crema e panna.








Piacevolissima la calda ed accogliente location, ancora una volta a richiamare il passato ma con un tocco di elegante modernità;


efficiente e cordiale il servizio, giusti i prezzi.


Da non mancare.   








Menù al tavolo con prezzi: si


Osteria "Al Vecchio Orologio", Via Orologio Vecchio n. 25, Viterbo, tel. 335337754






domenica 25 gennaio 2015

Prosciuttificio / Norcineria Coccia

Nazareno Coccia imparò l’arte del norcino nella sua Umbria nei primi del 900, in un paesino vicino Norcia, e trasmise la sua conoscenza al figlio Sesto il quale, appena ventenne, si trasferì a Viterbo per aprire una piccola norcineria nel centro storico.

Quel piccolo negozio, anche grazie alla sapiente attività delle tre figlie di Sesto, è ora una grande realtà aziendale che abbina l’efficienza imprenditoriale con il rispetto della tradizione e della qualità artigianale.

Basta entrare nel punto vendita per rimanere colpiti dalla quantità e varietà dei prodotti esposti che fanno comprendere da subito che si è di fronte all’ennesima eccellenza del gusto della Tuscia.

Al centro della sala piccole muraglie di prosciutti, guanciali, insaccati vari, salsicce, etc. su di un lato i prodotti sottovuoto, al centro un bancone lunghissimo con l’esposizione del prodotto fresco.




Insomma, roba da far girare la testa, ma proviamo comunque a ricordare tutto ciò che abbiamo visto.

Ovviamente, il prodotto di punta dell’azienda è il prosciutto, fatto rigorosamente con le migliori carni nazionali, salato a mano e stagionato in loco, e proposto in diverse versioni: quello senza osso taglio Coccia, il Gran Riserva (stagionato per oltre 12 mesi), la spalla stagionata tradizione norcina, o il prosciutto con osso Antica Tradizione (stagionatura minima 10 mesi).

Ma non meno sorprendenti gli altri prodotti che il maiale regala: 

quali pancetta (in vendita anche porchettata) e guanciale, e soprattutto l’amplissima varietà di salumi: dai classici (ungherese, corallina, ventricina, finocchiona) fino ai prodotti più ricercati e particolari (ciauscolo viterbese, schiacciatine aquilane, salame bindone, salamini a punta di coltello con peperoncini e finocchio), fino ad arrivare alla mitica Susianella, presidio slow food, che, secondo noi, come abbiamo avuto modo di scrivere più volte, è il salame più buono d’Italia.

Continuando in questo ubriacante tour del gusto, ci si imbatte, poi, nel capocollo e nel lombetto (entrambi incartati a mano) e soprattutto nel Filetto agli aromi, salame realizzato con la parte più nobile e leggermente aromatizzato. Trionfano poi i cotti: coppa di testa, arista cotta al vapore, zampone, cotechino, salame cotto, mortadella pura o farcita con peperoni e olive.

Se non siete svenuti prima, ci sarebbe anche da esaminare il bancone del fresco (braciole, salsicce, lombate, bistecche di collo, etc.),

e, come se non bastasse, c’è anche l’angolo dei prodotti tipici (dalle nocciole cimine al farro di Onano, marmellate e vari tipi di pasta e di farine) fino a giungere persino ai formaggi dell’Azienda Chiodetti.



Di tutto e di più, quindi, quasi fosse una succursale di Eataly.

Da ultimo ci piace segnalare che tutto questo ben di Dio può essere gustato anche dai ciliaci, essendo la maggior parte dei prodotti priva di glutine.



Prosciuttificio Coccia, Via Lega dei Dodici Popoli 7d, Viterbo, tel. 0761.250879