lunedì 13 luglio 2015

FARMERS Sosteria Agricola

E’ stato un onore ed un piacere essere stati invitati, in qualità di bloggers, all’evento che la Sosteria Agricola Farmers ha organizzato l'8 luglio scorso per soli giornalisti ed enogastronomi, e, ovviamente, non ce lo siamo fatti sfuggire.

Certo, stiamo parlando di un locale sito in Roma, ma non sorprendetevi se ne parliamo nel nostro blog; Farmers, in realtà, è un avamposto della Tuscia, una testa di ponte tramite la quale tanti piccoli produttori del nord del Lazio sono sbarcati a Roma.


E poi anche la location (livello +1 della Stazione Tiburtina) fa sì che il locale non sia appannaggio esclusivo dei romani, ma anche di tutti quelli che si trovano di passaggio e in attesa del treno.
Farmers assolve a tre funzioni: è un bar, è un negozio di prodotti tipici a km 0 ed è una osteria in cui gran parte di quei prodotti possono essere degustati grazie ad una cura maniacale per esaltarne la qualità intrinseca.

 La scelta è molto ampia: dai vini alle confetture, dalla pasta (in particolare il pregiato “fieno” di Canepina) ai prodotti di forno, alla birra artigianale, ai sughi e salse, fino ai legumi biologici della fattoria La Bottara di Valentano.




Se ci si siede a tavola, poi, c’è un vero e proprio menù della Tuscia che varia con proposte quotidiane ben leggibili nell’enorme lavagna, ed il cui servizio è comunque rapido e studiato anche per una clientela di passaggio. 



La filosofia del locale è quella che a noi piace: tipicità e qualità del prodotto accompagnata dal rispetto delle tradizione, nel solco, però, della nuova tendenza che vuole prodotti biologici o comunque coltivati con la massima cura ed attenzione. Persino l’arredamento del locale è affidato a materiali ecocompatibili!

Tornando all’evento, dobbiamo dire che abbiamo rivisto tante vecchie conoscenze. 

Dal grandissimo Tonino Pira di Ischia di Castro con i suoi ormai mitici formaggi (vedi nostra recensione),

Tonino Pira col nostro Lupointuscia














ai leggendari salumi di Villa Caviciana di Grotte di Castro (vedi nostra recensione) 




agli indimenticabili prodotti del Bioforno “Il Sambuco” di Celleno (vedi nostra recensione)


polli San Bartolomeo con purea di patate







ai fantastici polli dell’Allevamento San Bartolomeo di Viterbo (vedi nostra recensione) 





fino alle nuove scoperte come i prodotti dell’Agriristoro “Il calice e la stella” di Canepina 
Felice de "Il calice e la stella" serve il "fieno"

la passata di pomodoro dell’Azienda Valentini di Tuscania, la birra dell’Azienda Agricola Treefarm, 













il tutto sublimemente accompagnato dai vini dell’Azienda Vitivinicola Biologica “Trebotti” di Castiglione in Teverina.



Ed ora anche il ritardo di un’ora del vostro treno potrà diventare una buona notizia!



FARMERS Sosteria Agricola, Piazzale Stazione Tiburtina (livello + 1) Roma, tel. 06.44237775







venerdì 26 giugno 2015

Ristorante Borgo Antico

“Cucina tipica nobile e nostrana”; con poche parole il motto del ristorante Borgo Antico di Montefiascone dice tutto.

E, in effetti, anche al primo impatto si capisce subito dove il locale, sapientemente diretto dal Sig. Claudio con la sua pluriennale esperienza, vuole andare a parare: in un contesto che, anche nell’arredamento, ricorda davvero molto alcune trattorie romane di Trastevere, viene proposto un viaggio nella tipicità culinaria viterbese, senza dimenticare le prelibatezze del lago lì a due passi, fino ad arrivare a vere e proprie chicche come le lumache (sempre proposte nel menù tutte le volte che abbiamo fatto visita) che gli appassionati non dovrebbero lasciarci sfuggire se non gli basta la famosa sagra di Graffignano.

lumache alla Bourghignon
Tra gli antipasti, molto interessanti il Ghiottone (lardo di Colonnata, pecorino di fossa, mostarda di cotogne) ed il Baffo (guanciale saltato con salvia e aceto) e le già citate lumache (in versione alla Bourghignon), oltre alle classiche bruschette ed alla selezione di formaggi accompagnati da miele e mostarda di fichi.

il Baffo
Ampia ed accattivante la proposta dei primi: dalla polenta in bianco, ai rigatoni alla pecorara (crema di ricotta fresca, guanciale e pecorino), ai lombrichelli o alle pappardelle al cinghiale, ai ravioli ripieni di tartufo oppure di capriolo in salsa di noci, fino agli gnocchetti al radicchio e taleggio.


Classicità totale nelle proposte dei secondi che mettono in campo cinghiale in diverse versioni, ma anche l’agnello e vari tipi di tagliate, fino al piatto più significativo: lumache, questa volta in umido.
Ad omaggiare il lago di Bolsena, infine, filetti di persico, frittura di lattarini e coregone alla griglia.

Piatti semplici e senza fronzoli, ma gustosi ed ispirati ai dettami della cucina locale che, se rispettati, sanno regalare sorprendenti soddisfazioni, come accade, appunto, al Borgo Antico.


menù al tavolo con prezzi: si 



Ristorante Borgo Antico, Corso Cavour n. 20, Montefiascone (VT), tel. 0761.834019





giovedì 14 maggio 2015

Agriristoro Radichino (F.lli Pira)

Ricorderete certamente la nostra entusiastica recensione dell’Azienda Agricola dei F.lli Pira a Ischia di Castro e dei loro fantastici formaggi, ormai divenuti famosi a livello nazionale.

Ebbene, ora vogliamo segnalare che quella che una volta era la “sala degustazione”, e dove già si tenevano eventi gustativi in occasioni speciali, ha subìto un totale restyling estetico e funzionale, per diventare oggi una accogliente location per cerimonie, feste o pranzi tra amici.



Per darvi un'idea di ciò che si può gustare all’Agriristoro preferiamo per una volta lasciar spazio alle sole immagini, molto più indicative di mille parole, precisando che immortalano i “soli” antipasti del pranzo del 1° maggio scorso. 

Sui piatti a seguire ci limitiamo a riferire di un viaggio tra la tradizione sarda (gnocchetti sardi al castrato, pecora bollita, seadas, etc.) e la tipicità della Tuscia maremmana (bujone, acquacotta), e tante altre pietanze che difficilmente dimenticherete. Quanto alla cordialità della famiglia Pira, vi rimandiamo alla recensione sul caseificio dove descrivemmo di cosa sono capaci.

Buona visione! 






notare il prosciutto di cinta senese tagliato a mano





Attenzione: il locale è aperto la sera del venerdì, del sabato e dei giorni prefestivi; la domenica ed i festivi a pranzo. Obbligatoria la prenotazione.


giovedì 2 aprile 2015

Prodotti Tipici "Cimina Funghi"

E’ noto che la zona del Monte Cimino è una delle più qualificate per quanto riguarda i funghi. Dagli oltre mille metri della sua vetta e fino alle ultime propaggini dei suoi pendii, il Cimino regala, infatti, funghi di varie specie caratterizzati per un particolare e molto apprezzato sapore. E così le spettacolari passeggiate tra gli incredibili boschi della zona (non perdetevi la zona più alta con ultrasecolari faggi) possono comprendere anche una bella caccia al porcino o al galletto.

La cosa, tuttavia, potrebbe apparire irrilevante a chi, come lo scrivente, i funghi preferisce mangiarli piuttosto che cercarli; ebbene, per questa categoria di persone (cui si aggiungono anche coloro che diffidano dei funghi venduti ai bordi delle strade e dalla incerta provenienza) un punto di riferimento deve essere senza dubbio il negozio Cimina Funghi di Ronciglione, tra l’altro comodamente posizionato lungo la Cassia Cimina.


Qui ogni esigenza in tema di funghi (ma non solo) potrà trovare soddisfazione. Durante i periodi propri dei funghi, infatti, è possibile acquistare il prodotto fresco, ma la cosa più interessante è la possibilità di rifornirsi anche fuori stagione con dell’ottimo prodotto congelato oppure seccato e venduto in confezione o sfuso (in questo caso con la possibilità di optare, ad un prezzo più contenuto, per funghi di seconda scelta).

Non manca certamente, poi, la selezione di funghi sottolio, né la possibilità di acquistare Sua Maestà il tartufo anch’esso, se si vuole, fuori stagione ottimamente congelato.




E per rendere il servizio completo, salse e condimenti di ogni tipo (tra cui una interessante a base di un mix di funghi e tartufi ed un’altra a base di pregiato tartufo bianco), fino ai comodi barattoli di porcini trifolati con crema, oltre a tanti altri prodotti tipici della Tuscia che consigliano una sosta golosa.



Un “must”, dunque, per gli appassionati grazie al quale garantirsi un piacere unico per tutto l’anno.



Cimina Funghi, Via Cassia Cimina Km. 26, Ronciglione (VT), tel. 0761.659274




martedì 3 marzo 2015

Agriturismo "Le Custodi del Focolare"

“Custodi del focolare”: un nome che evoca aria di casa, calore di caminetto, profumi di buona cucina, sentori di tradizione e di passato che resiste al tempo. Tutto ciò è veramente palpabile in questo agriturismo di Gradoli che si caratterizza per una conduzione totalmente familiare; in cucina la signora Rosina con l’aiuto della sua mamma creano piatti prelibati, in sala il marito ed il figlio illustrano con simpatia e passione il menù e la sua tipicità, spiegando origine e caratteristiche di tutto quello che si cucina.

Pasta fatta rigorosamente in casa e prodotti tutti a Km0; dall’olio al vino della vigna di proprietà posizionata sul crinale del lago di Bolsena, fino ai prodotti dell’orto a seconda della stagione, mentre la carne proviene dal vicino allevamento Neri (vedi nostra recensione).

Le proposte, di altissima qualità, colpiranno chi sa apprezzare la cucina classica e la genuinità dei prodotti, e partono da un menù ampio cui si aggiungono le proposte del giorno oltre alle richieste che la signora Rosina riesce a soddisfare.

Antipasti classici ma davvero ottimi con salumi di qualità e crostini con salse fatte in casa (ceci, carne, carciofi, pomodoro), sfiziosi frittini e l'immancabile assaggio dei fagioli del Purgatorio, il prodotto più tipico di Gradoli.



Tra i primi, tutti fatti in casa, memorabili
pici e pizzicotti all'aglione
pizzicotti (piatto tradizionale fatto con la pasta della pizza strappata a mano in piccoli pezzi) e pici all’aglione o con radicchio e salsiccia di grande gusto e sapore, 
fettuccine e gnocchi al ragù, spaghetti alla chitarra al ragù di funghi, e persino un richiamo a Roma con il cacio e pepe. 

I secondi sono tutti di carne e di alta qualità. Dalla classica grigliata di maiale o al bujone di cinghiale, alle memorabili tagliate dell’Azienda Neri (all’aceto balsamico, al sale, alla rucola e grana), fino ad arrivare al mitico stinco che qui viene servito tagliato e separato dall’osso.

A chiudere dolci tradizionali ma sorprendenti nella qualità
che denotano l’abilità non solo della signora Rosina ma anche del bravo figliolo (semifreddo all’amaretto o al caffè, millefoglie alla crema, pannacotta, tiramisù), accompagnati da un piacevole Aleatico – altro prodotto tipico di Gradoli – ancora una volta homemade.

La sera, poi, c’è anche un vasto menù di pizze, lievitate con i giusti tempi e cotte nel forno a legna, di cui si dice un gran bene.
Rispetto della tradizione, quindi, e amore per la buona cucina fanno di questo agriturismo una doverosa tappa per chi cerca nella Tuscia sapori semplici, autentici, e di livello.

Da segnalare che il locale apre solo nel weekend e che nella bella stagione si può mangiare all’aperto.

menu al tavolo con prezzi: si


Agriturismo "Le Custodi del Focolare", Loc. Cantoniera n. 34, Gradoli (VT), tel. 0761.456647





  

domenica 25 gennaio 2015

Prosciuttificio / Norcineria Coccia

Nazareno Coccia imparò l’arte del norcino nella sua Umbria nei primi del 900, in un paesino vicino Norcia, e trasmise la sua conoscenza al figlio Sesto il quale, appena ventenne, si trasferì a Viterbo per aprire una piccola norcineria nel centro storico.

Quel piccolo negozio, anche grazie alla sapiente attività delle tre figlie di Sesto, è ora una grande realtà aziendale che abbina l’efficienza imprenditoriale con il rispetto della tradizione e della qualità artigianale.

Basta entrare nel punto vendita per rimanere colpiti dalla quantità e varietà dei prodotti esposti che fanno comprendere da subito che si è di fronte all’ennesima eccellenza del gusto della Tuscia.

Al centro della sala piccole muraglie di prosciutti, guanciali, insaccati vari, salsicce, etc. su di un lato i prodotti sottovuoto, al centro un bancone lunghissimo con l’esposizione del prodotto fresco.




Insomma, roba da far girare la testa, ma proviamo comunque a ricordare tutto ciò che abbiamo visto.

Ovviamente, il prodotto di punta dell’azienda è il prosciutto, fatto rigorosamente con le migliori carni nazionali, salato a mano e stagionato in loco, e proposto in diverse versioni: quello senza osso taglio Coccia, il Gran Riserva (stagionato per oltre 12 mesi), la spalla stagionata tradizione norcina, o il prosciutto con osso Antica Tradizione (stagionatura minima 10 mesi).

Ma non meno sorprendenti gli altri prodotti che il maiale regala: 

quali pancetta (in vendita anche porchettata) e guanciale, e soprattutto l’amplissima varietà di salumi: dai classici (ungherese, corallina, ventricina, finocchiona) fino ai prodotti più ricercati e particolari (ciauscolo viterbese, schiacciatine aquilane, salame bindone, salamini a punta di coltello con peperoncini e finocchio), fino ad arrivare alla mitica Susianella, presidio slow food, che, secondo noi, come abbiamo avuto modo di scrivere più volte, è il salame più buono d’Italia.

Continuando in questo ubriacante tour del gusto, ci si imbatte, poi, nel capocollo e nel lombetto (entrambi incartati a mano) e soprattutto nel Filetto agli aromi, salame realizzato con la parte più nobile e leggermente aromatizzato. Trionfano poi i cotti: coppa di testa, arista cotta al vapore, zampone, cotechino, salame cotto, mortadella pura o farcita con peperoni e olive.

Se non siete svenuti prima, ci sarebbe anche da esaminare il bancone del fresco (braciole, salsicce, lombate, bistecche di collo, etc.),

e, come se non bastasse, c’è anche l’angolo dei prodotti tipici (dalle nocciole cimine al farro di Onano, marmellate e vari tipi di pasta e di farine) fino a giungere persino ai formaggi dell’Azienda Chiodetti.



Di tutto e di più, quindi, quasi fosse una succursale di Eataly.

Da ultimo ci piace segnalare che tutto questo ben di Dio può essere gustato anche dai ciliaci, essendo la maggior parte dei prodotti priva di glutine.



Prosciuttificio Coccia, Via Lega dei Dodici Popoli 7d, Viterbo, tel. 0761.250879




  

domenica 14 dicembre 2014

Prodotti Tipici "Ejelo, la bottega del gojo"

“Gojo” è un termine dialettale viterbese di difficile traduzione; pronunciato in diverso modo nei vari paesi della Tuscia, sembra gli si possa attribuire il significato di “matto” o “scemo”, ma non ne siamo sicurissimi.
Siamo strasicuri, invece, del fatto che a Viterbo ci sia almeno un “gojo” tutt’altro che matto perché è proprietario di un piacevolissimo locale che si chiama, appunto, “Ejelo, la bottega del gojo” dove “Ejelo” sta per “eccolo!”.

Ed è una proposta molto interessante, anche e soprattutto in questo periodo pre-natalizio, quando per ore si va in giro per negozi ed il rischio del “languorino” si fa serio.

Il bello, infatti, di Ejelo è che non solo vi si possono acquistare prodotti di elevata qualità e rappresentativi del gusto tipico della Tuscia, ma è possibile sedersi e degustarli seduta stante.

Il locale, infatti, oltre alla zona espositiva, offre anche uno spazio in cui è possibile fare un viaggio gustativo di ottimo livello tra le migliori produzioni della zona in tema di insaccati, formaggi, olii e vini.

I taglieri di Ejelo, infatti, si commentano da soli: salami, salsiccette, capocollo, prosciutto e la mitica Susianella sono dei Fratelli Stefanoni di Viterbo (vedi nostra recensione), il “Fior di Tuscia al pepe rosa” – un formaggio fresco e cremoso – è di Chiodetti di Civita Castellana, il pecorino più stagionato ed il secondo sale sono prodotti di Radicetti di Cellere (vedi nostra recensione) l’olio con cui bruschettare è di Battaglini di Bolsena, così come anche le salse a base di funghi o peperoni piccanti spalmate sui crostini.



Il tutto accompagnato dai migliori vini della Tuscia (la lista è ben fornita), oppure dalle birre artigianali locali, e, per finire, si chiude in dolcezza con ciambelline alla cannella ed all’anice, i classici tozzetti, oppure assaggi di “nocchiella” (una crema dolce a base di pistacchi e nocciole) o la famosa “nellina”, una sorta di nutella della Tuscia (e secondo noi migliore perché fatta con uso di olio e non di burro). Il prezzo del percorso degustativo si è rivelato onesto.

Tutto quello che si mangia può, come detto, essere anche acquistato, insieme a tantissimi altri prodotti, tutti di notevole qualità: dall’olio di Elena De Parri di Canino (più noto come Cerrosughero – vedi nostra recensione), ai vini della Tenuta La Pazzaglia di Castiglione in Teverina, ai vini di Montefiascone, ai vari tipi di pasta (al farro, al grano Senatore Cappelli, etc.), ai patè a base di verdure, alle confetture dolci, ai vari tipi di miele, etc.

Da segnalare, infine, l’estrema cortesia e la competenza del personale. 



"Ejelo, la bottega del gojo", Via Annio n. 4/6, Viterbo, tel. 0761.220873


  

martedì 25 novembre 2014

Bio Forno Artigianale "Il Sambuco"

Inauguriamo la sezione dedicata al pane ed ai dolci segnalando una chicca della Tuscia situata a Celleno.

Tutto ebbe inizio nei primi anni ’90, quando Paolo Missoni decise di abbracciare la sua passione: la natura. Acquistò un casale e si dedicò al miele, agli ortaggi, alla frutta ed alla agricoltura biologica. Il vero sogno, però, era dedicarsi alla panificazione di alta qualità e, quindi, si autocostruì un forno a legna con materiale refrattario per la produzione di pane biologico a “pasta madre”.

Oggi tutto questo è la storia della Cooperativa “Il Sambuco” e del suo bio forno.
Paolo Missoni ed il bio forno
La qualità di questo pane, che al Sambuco oggi viene prodotto in ben 12 varietà, è quello di essere lievitato a pasta acida e non con i lieviti tradizionali; una lavorazione che richiede fino a dieci reimpasti per un tempo complessivo di lavorazione di circa due giorni. Il risultato, però, giustifica la fatica, perché il pane che ne esce, non solo è buono e naturale, ma è come una “medicina” per il nostro organismo cui regala miliardi di fermenti che, come noto, alimentano la flora batterica.

Inoltre, la pasta acida rende digeribile ed assimilabile la parte più ricca di sostanza nutritive nei cereali, cioè la crusca.
Sulle tipologie c’è da sbizzarrirsi: pane ai semi di girasole, al rosmarino e sesamo, ai semi di lino, ai cinque cereali, di segale, di kamut, di grano del Faraone e tanti altri.

Oltre al pane, il bioforno realizza tantissimi altri prodotti, tra cui spiccano la focaccia alla genovese, la pizza pugliese con pomodori ed origano, i fagottini e le torte rustiche con le verdure dell’orto. Poi ci sono i fantastici dolci: dai biscotti fatti con ingredienti biologici (farro e miele, al cocco, allo zenzero, al pistacchio e arancio, al latte con gocce di cioccolato), alle crostatine di marmellata casalinga, fino ad arrivare alle torte (all’uvetta sultanina e nocciole, alle mele, alle carote, pastiera napoletana compresa!). 
alcuni prodotti del Sambuco


Non manca la produzione di pasta di qualità, realizzata in tanti formati con grano duro, kamut, farro e Senatore Cappelli, con trafilatura in bronzo ed essicazione a bassa temperatura.



Il nostro consiglio è quello di fare sempre una telefonata per assicurarvi la bontà che avete in mente, ma anche per particolari richieste verso cui il Sambuco è sempre disponibile.



Soc. Coop. Il Sambuco, Strada Bagnorese 37/a, Celleno (VT), tel. 0761.912587



    

giovedì 23 ottobre 2014

Agriturismo "Il Casaletto"

Una meta che vale per cinque. Infatti, fare un salto all’Agriturismo “Il Casaletto” di Grotte Santo Stefano è come fare visita ad almeno altri quattro pregiati siti del gusto della Tuscia.

E ci spieghiamo: la filosofia del Casaletto è improntata al rispetto del territorio ma solo ed esclusivamente nella sua massima potenzialità qualitativa. Questo spiega perché sedendovi a tavola, oltre ai fantastici prodotti dell’azienda, potrete degustare anche quanto di meglio la Tuscia offre in tema di prosciutti e carni (allevamento Neri di San Lorenzo Nuovo – vedi nostra recensione), di formaggi caprini (Azienda Fratelli Pira di Ischia di Castro – vedi nostra recensione) e vaccini (Caseificio Chiodetti di Civita Castellana), di mozzarella di bufala (Caseificio Luisa di Montefiascone – vedi nostra recensione) chiudendo il giro con i fantastici insaccati che il Casaletto di recente ha messo in produzione ed a breve anche in vendita.



Su queste basi poggiano gli antipasti del menu, tra le quali non possiamo non premiare anche una mortadella celestiale senza nulla togliere ai salumi di fegato, alla coppa, alla pregiata susianella: tutto homemade e ad altissimi livelli. 
Qualità, tradizione ed una mano felice dello chef regalano, poi, primi da ricordare: tortellacci con trito di oche allevate in proprio, gnocchetti con tartufo e provola affumicata di bufala,  lombrichelli al ragù bianco, fino ai classici (pappardelle al cinghiale o ai porcini, acquacotta, etc.), per giungere ad una chicca che richiede di soffermarsi un attimo: i pizzicotti al coniglio verde leprino di Viterbo. La pasta è quella lievita che si usa per il pane appositamente “pizzicata” e viene condita con ragù di coniglio leprino che è una specie tipica della Tuscia e che, allevato all’aria, ha carni tenere, saporite e non stoppacciose.




Insomma, un super coniglio tutto da gustare, tant’è che la proposta compare anche tra i secondi cucinato in modo superbo con finocchietto, pancetta e granella di nocciole.



Non da meno, comunque, le proposte di capretto ed abbacchio e quelle destinate alla grande brace in sala (tagliate, lombate, etc.) tra le quali spiccano altre due chicche: un hamburgher fatto al momento con manzo maremmano (sembra una tartare di Chianina per quanto è buono), ed un wurstel casalingo davvero divertente. 

Al top anche i dolci preparati dalla gentilissima signora che gestisce la sala: tortino di mele caldo su letto di crema di vaniglia, tiramisu fatto con Oro Saiwa e nocciole, torta di cioccolato fondente Varona al 58%, il tutto a chiudere un percorso gustativo da applausi.

E intorno i ventidue ettari dell’azienda a regalare un panorama dolce e rilassante.

Del resto, che il titolare ci capisse veramente lo avevamo intuito notando all’ingresso una scatola di Cohiba accanto alla vetrina dei pregiati vini pronti, entrambi, ad accompagnare il pranzo ed il suo dopo.


Menù con prezzi al tavolo: si


Agriturismo "Il Casaletto" Strada Grottana n. 9, Grotte Santo Stefano (VT) 0761.367077



mercoledì 10 settembre 2014

Agriturismo "Valle del Marta"

Il termine “agriturismo” indica da tempo aziende agricole che offrono ospitalità con possibilità di degustare i propri prodotti. Da un po’ di tempo, tuttavia, il concetto si è evoluto sino a comprendere strutture in grado di offrire quei servizi legati al benessere ed alla cura della persona in contesti più vicini al lusso.

Tra queste deve certamente essere segnalato l’agriturismo Valle del Marta di Tarquinia che, nella nuova tendenza suddetta, è in realtà anche un resort–spa con tanto di centro benessere con zona cardio-fitness, idromassaggio, bellissima piscina a sfioro, etc.



La peculiarità degna di nota è che l’azienda, benché oggi si presenti simile ad un hotel di lusso, non ha minimamente perso la connotazione originaria di agriturismo ed offre, infatti, un menù basato sui prodotti aziendali – dalla carne, all’olio, al vino – che possono anche essere acquistati nel negozio interno insieme a tanti altri prodotti tipici homemade (marmellate, miele, biscotti, liquori).



La genuinità dei prodotti assicura una rilevante qualità che si riesce ad apprezzare subito al ristorante dove un menù, all’apparenza  semplice, regala pietanze di una piacevolezza sorprendente.

Degnissimo, anche per la bella presentazione, l’ingresso con l’antipasto della casa a base di salumi misti aziendali, pinzimonio, involtini di verdure, e così via in base alla disponibilità stagionale.

Primi con richiami al classico ed al territorio: ravioli di ricotta al tartufo, strozzapreti con pesto di rucola e mandorle, spaghetti alla chitarra con carciofi e pancetta, fino alle tipiche fettuccine al cinghiale.

Brace per i secondi (grigliata mista), ma anche il forno dice la sua (ottimo il maialino) oltre l’agnello, lo stinco di maiale, lo scamone con rughetta pinoli ed arancia, la tagliata di vitellone, fino ai gustosissimi involtini di verza ripieni di manzo e formaggio.

involtini di verza
Nella norma i dolci, mentre degni di particolare menzione i vini, tutti di produzione propria, con proposte di diversi vitigni per i rossi ed un piacevole chardonnay per i bianchi.

Prezzo nella media della Tuscia, molto interessante se si considera la splendida location.

Menù al tavolo con prezzi: si       



Agriturismo "Valle del Marta", Via Aurelia Vecchia, Km. 93 loc. Ponte Marta, Tarquinia (VT), tel. 0766.855475


domenica 6 luglio 2014

Caseificio Cioffi

Pianoscarano è formalmente un quartiere di Viterbo ma, in realtà, ha fatto quasi sempre storia a sé. Abitato nei secoli da fasce povere di popolazione, è praticamente rimasto un paese dentro la città, e questa distinzione balza agli occhi anche solo osservando l’architettura delle sue abitazioni (piccoli edifici a due piani, nulla a che vedere con i palazzi della città al di là del Ponte del Paradosso) quasi a voler rimarcare la propria diversità ; non a caso i suoi abitanti usavano dire “vado a Viterbo”.

Oggi Pianoscarano è considerato l’ennesimo gioiello di questa città sorprendente, un gioiello che custodisce altri gioielli, come la spettacolare Fontana del Piano o le due bellissime chiese di Sant’Andrea e San Carlo, oppure, udite udite, uno dei migliori caseifici della Tuscia.

A pochi metri dalla omonima porta di ingresso nel quartiere, infatti, dentro un portoncino da cui non vi aspettereste mai di trovare tanta magnificenza, ha sede il caseificio Cioffi, una vera istituzione locale frutto di tre generazioni di casari di origine campana lì attive dal 1939.

Che sia una sorta di istituzione lo abbiamo capito al primo approccio: persone in fila con tanto di numeretto in fervida attesa per ritirare l’agognato prodotto, ma tutto scorre velocemente perché il personale è velocissimo ed in pochi minuti si è davanti al bancone per ordinare. Una cosa simile l’abbiamo vista solo dal mitico Vannulo a Paestum!
Sui prodotti c'è poco da dire: qualità eccelsa. Un fior di latte soffice e gustoso che al primo taglio affoga nel latte, ciliegine stupefacenti, ottimi sia il primo sale che il burro, e poi indimenticabili lo stracchino, la ricotta e la treccia, fino ad arrivare alla preziosa provola affumicata (con paglia e ricci di legno), veramente preziosa perché la troverete solo il venerdì pomeriggio.

Per questo eccelso luogo del gusto, dai prezzi pure decisamente onesti, occorre solo un po’ di attenzione agli orari e, in particolare, a quelli del pomeriggio, per cui consigliamo una preventiva telefonata. 
alcuni prodotti Cioffi


Caseificio Cioffi, Via San Carlo, 14-16-18, Viterbo, tel. 0761.341614